• Ferrata della Regina 1Il ponte tibetano e il lago Temo sullo sfondo
  • Ferrata della Regina 2La temibile verticale strapiombante iniziale
  • Ferrata della Regina 3Il termine dello strapiombo e l'inizio del traverso
  • Ferrata della Regina 4Una delle cenge esteticamente più belle del percorso

Articoli

 

Il percorso
verticaleDal fianco destro della bacheca ha inizio il cavo d'acciaio che, in pochi metri, porta ad una rete (filet) che permette di superare il primo strapiombo. Appena si prende contatto con la roccia ha inizio una sezione verticale piuttosto impegnativa perché costantemente strapiombante e con nessun punto di riposo. Al termine dei primi 25 metri ha inizio un lungo traverso, ancora strapiombante, che aggira uno spigolo e, poco oltre, termina con una nuova verticale, ora più appoggiata. La prima sezione ha quindi fine al raggiungimento di una ampia cengia dove termina il cavo.

Si cammina quindi su una ampia cengia verso sinistra (segnavia bianco-rossi) mantenendosi sottoparete. Si superano due antiche vasche scavate nella roccia e, pochi metri oltre, un bivio dal quale, volendo, è possibile uscire (via di fuga verso la strada panoramica). Proseguendo invece lungo la cengia si superano due facili passaggi parzialmente protetti o gradinati. In circa 10 minuti si arriva ad un cartello indicatore dove è necessario prendere a sinistra per scendere lungo una scala metallica alta 10 metri che conduce ad una cengia sottostante.

il ponteDalla cengia inferiore si prende ora verso sinistra (indicazioni), si supera un lieve restringimento e si perviene ad una verticale gradinata in discesa che porta all'attacco di un ponte tibetano lungo 20 metri. Oltre il ponte tibetano la cengia prosegue ora più esile e, in pochi metri, si perviene al libro della via. Andando oltre la cengia continua ancora per una ventina di metri, fino ad una risalita gradinata di pochi metri (attenzione alla caduta pietre - è consigliabile salire uno per volta stando al riparo) che riconduce ad una cengia più ampia. Segue ora una tratta piacevole ma priva di difficoltà, caratterizzata da particolari scavernamenti rocciosi, talvolta molto concrezionati e suggestivi.

Dopo aver camminato per una decina di minuti si arriva all'attacco della verticale finale, da affrontare in discesa per una trentina di metri su roccia appoggiata, quindi non difficile, alla base della quale si arriva su un comodo sentiero.

Rientro
Si segue il sentiero, spesso fiancheggiato da un parapetto in legno, che in meno di cento metri riconduce al punto in cui partiva la ferrata. Da qui si ripercorre a ritroso lo stesso sentiero di avvicinamento, fino alle auto.

 

 

SCHEDA TECNICA:

Sviluppo (A/R): 600 m
Dislivello: +60 m
Difficoltà: AD
Tempo di percorrenza: 1 ora 45 minuti

Share